lunedì 26 febbraio 2007

L'ALBERO GIALLO


Adoro la bellezza e spesso riesco a vederla in ogni cosa che mi circonda.
A Bologna c'è un albero in largo Respighi, dietro al teatro camunale, che in un determinato periodo dell'anno, verso i primi giorni di novembre, decide di vestirsi a festa. E così, come se fosse pronto a partecipare a una prima, indossa il suo bellissimo manto giallo fatto di morbide foglie.
E' uno spettacolo incredibile, gli occhi ne escono appagati.

Attese

Ho appena concluso la mia serata e ora sono in un internet point a chiedermi perchè non abbia voglia di andare a casa..sto aspettando una risposta via etere che si ostina a non arrivare.
Sono in cerca di una sorta di avventura, il mio spirito è aperto a mille possibilità, come se fosse in espansione; non mi succedeva da troppo tempo.

Quali parole usare per raccontarmi?

"Mi sono accinto più volte a scrivere queste mie memorie, e uno strano sentimento misto di terrore e di angoscia mi ha distolto sempre dal farlo. Una profonda sfiducia si è impadronita di me. Temo immiserire il valore e l'aspetto delle mie passioni, tentando di manifestarle; temo obbliarle tacendole. Poichè ella è cosa quasi agevole il dire ciò che hanno sentito gli altri -l'eco delle altrui sensazioni si ripercuote nel nostro cuore senza turbarlo- ma dire ciò che abbiamo sentito noi, i nostri affetti, le nostre febbri, i nostri dolori, è compito troppo superiore alla potenza della parola. Noi sentiamo di non poter essere nel vero."

Tarchetti, Fosca

domenica 25 febbraio 2007

partenze


Di nuovo in partenza..odio questi momenti...quae nocuere sequar, fugiam quae profore credam; Romae Tibur amem, ventosus Tibure Romam (Orazio)..Adoro viaggiare e la mia curiosità spinge la mia fantasia ogni volta più lontano, ma quando poi mi trovo a soddisfare questa smania di partire-conoscere-andare sempre più in là mi sento scissa e spaesata.
Non trovo mai ciò che cerco e lascio sempre ciò che invece poi vorrei...caelum non animum mutant qui trans mare currunt (sempre quell'accidioso di Orazio)...Il problema è appunto dentro.

sabato 24 febbraio 2007

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopio
la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
f ermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca

-raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

(Kavafis)